"La parola di chi non può più parlare è una ferita che si rimargina subito dopo averla letta"
Luca de Simone
(A Roberto Saviano subito dopo aver visto "Dall'inferno alla bellezza" su Rai 3)
- preso in prestito da ''vitainprosa.splinder.com'' -

Ruba a qualcuno la tua forsennata stanchezza
o gemma che trapassi il suono
col tuo respiro l'ombra che sta ferma
di fronte ad un porto di paura
quel trascendere il mito
come se fosse forzatamente azzurro
o chi senza abbandono
che non sanno che il pianto dei poeti
è solo canto.
Canto rubato al vecchio del portone
rubato al remo del rematore
alla ruota dell'ultimo carro
o pianto di ginestra
dove fioriva l'amatore immoto
- Pianto dei poeti -
Alda Merini

Le strade strette e sinuose. I sentieri improbabili e le indicazioni in gaelico. I fari e le onde immense che si schiantano tra di loro o sulle scogliere, frastagliate o perpendicolari come muri, come quelle delle isole Aran, dove l'ho fatto anch'io, mi sono sdraiata a pancia in giù e affacciata nel vuoto di qualche centinaio di metri. L'avevo già fatto sei anni fa sulle Cliff of Moher, ma come non farlo anche da Inishmore?!?... Il viaggio continua, aihmé l'ultima settimana, ma non voglio/devo pensarci. I leprecauni potrebbero ancora decidere di ospitarmi quì per sempre!!!.... ;)


E' il faro di Fastnet Rock. L'ho visto oggi e di più non so dire!
Se mi sarà possibile tornerò a salutarvi da quì, tra una Pinta e un campo di mucche, pecorelle e folletti!
To be continued!!!...
E così è quasi arrivato il giorno della partenza. Un viaggio che sognavo da anni, che me ne è costato tre di difficile risparmio economico. Non serve poi molto, ma di questi tempi lo sappiamo (lo sapete no?) quant'è dura. E' un mese. Non vi sembrerà tanto, non è un anno, né una vita, ma per me in un certo senso è entrambe le cose. Girare l'Isola lungo i suoi bordi, le sue curve e i suoi spigoli, attraversando il suo verde, i laghi, i fiumi, il cielo, il mondo. Sono esageratamente enfatica? Non mi importa perché è questo che mi salva. E' il cuore che saltella al pensiero di toccare un sogno, piccolo o grande che sia.
'Che le stelle quando cadono, dove pensate che vadano a finire? A noi il compito di raccoglierle e non farcele rubare da nessuno.
Se mi sarà possibile vi verrò a dire delle stradine strettissime e dei fari a picco sul mare. Della gente splendida e dei profumi unici. Delle serate di Guinness e di tramonti da ingannare per non finire il giorno, per non finire il sogno. Vi racconterò della felicità, quella vera soltanto se condivisa...

...Un mondo comincia dove finisce la strada...

C'è una crepa in ogni cosa. Ma è da lì che entra la luce.
Leonard Cohen
Guarda, sta passando tra le nuvole
Con uno spirito funambolo che corre sfrenato
Farfalle e zebre e raggi di luna e storie di fate
Questo da sempre il mondo dei suoi pensieri
Cavalcando con il vento
Quando sono triste lei viene da me
A regalarmi mille sorrisi
Va tutto bene, dice, va tutto bene
Prendi da me tutto quello che vuoi
Qualsiasi cosa, qualsiasi cosa
Vola Piccola Ala
LITTLE WING
(Jimi Hendrix)

Per un dolore vero, autentico, anche gli imbecilli sono diventati qualche volta intelligenti.
Questo sa fare il dolore.
- Fëdor Dostoevskij -

Tutti i conflitti derivano da un fraintendimento
- Osho -

Ti sei dimenticata di rivolgermi una domanda: chi è Fernanda Pivano? Fernanda Pivano per tutti è una scrittrice. Per me è una ragazza di venti anni che inizia la sua professione traducendo il libro di un libertario mentre la società italiana ha tutt'altra tendenza. E' successo tra il '37 e il '41: quando questo ha significato coraggio.
Fabrizio DE ANDRE'
Roma il 25 ottobre 1971.
Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te
[per un attimo immenso ho creduto che le vere risposte dell'amore risiedessero nel silenzio di un abbraccio]
Scosto
il respiro
sull'ombra
del sogno
Se ti giri
e non ricordi
sorridimi ancora
- Da uno scoglio -

L'opposizione tra buono e cattivo è spesso raffigurata con la lotta tra luce e tenebre, ma se guardiamo in modo diverso, vedremo che, anche quando la luce splende le tenebre, non scompaiono. Invece di venire cacciate, si fondono con la luce. Diventano luce.
Thich Nhat Hanh
Tesi le braccia
come corda
di ancora
caduta
Illudendo il giorno
nascose il pianto
sotto l'albero d'argento


Le persone che amiamo sono abbozzi di possibili quadri
Hugo Von Hofmannsthal
Mi dice la mia casa:
"Non abbandonarmi, il tuo passato è qui".
Mi dice la mia strada:
"Vieni, seguimi, sono il tuo futuro".
E io dico alla mia casa e alla mia strada:
"Non ho passato, non ho futuro.
Se resto qui c'è un andare nel mio restare;
se vado là c'è un restare nel mio andare.
Solo l'amore e la morte cambiano ogni cosa".
Kahlil Gibran
[dedicato a chi ha il coraggio e la forza di amare sempre e comunque... a chi continua a farlo anche Dopo...]
Il tempo di lasciare le borse in camera e darci una rinfrescata per uscire subito.
Il viaggio si presenta come un percorso ad ostacoli. Tutto inizia quando l’unico tergicristallo della tua auto si blocca mentre viene giù l’acquazzone. Ti sbrighi a dirmi di poterlo sistemare e quando accosti e scendi io ho già le mani tra i capelli e penso ‘ecco, perderemo il treno, perderemo la mostra’. Non lo dico però, lo soffocò tra le costole, voglio essere ottimista o almeno non disfattista. Risistemi come puoi e ripartiamo. Mi resta la preoccupazione incollata addosso perché abbiamo perso un po’ di tempo. - Se non riusciamo a trovare parcheggio vicino la stazione? Perderemo il treno. Perderemo la mostra - Silenzio.
Non smette di piovere. Troviamo anche un principio di strada allagata e io, ovviamente, penso subito ‘Si spegnerà la macchina, resteremo a piedi’. Invece non accade nulla e arriviamo alla stazione e subito troviamo il parcheggio, ingozziamo il parchimetro per lasciarla due giorni nelle strisce blu e finalmente siamo in stazione. Il nostro binario è ovviamente il più lontano, ma ormai il respiro inizia a trovare il suo ritmo. Ci siamo. Saliamo. Ci sediamo. Stiamo partendo. Stiamo arrivando…
Il B&B è all’ultimo piano di un vecchio palazzo senza ascensore. Il fiatone si confonde con l’emozione e dopo poco già mi ci abituo (i polmoni un po’ meno). Appena scesi giriamo l’angolo risalendo a sinistra e tu Me la indichi subito, mi dici ‘Guarda che è quella’. Io alzo lo sguardo e resto impalata a fissare la targa bianca con ‘appesa’ e incastrata tra un palo e il muro una rosa rossa che guarda in giù, come un dito ad indicare la (cattiva)strada!

Mi porto la mano davanti la bocca spalancata e stupita. Mi guardo intorno, tra i palazzi stretti tra loro e le geometrie dei loro tetti contro il cielo. Più avanti ci fermiamo al negozio di musica dedicato interamente a Lui, il Gianni Tassio Music Store. Due lunghe vetrine annunciano una collezione di dischi (vinili), oggetti, libri, foto, articoli di giornali e quant’altro, degna di un museo. Un ottimo ‘aperitivo’ per la mostra, mi vien da pensare.
Arrivati davanti il Palazzo Ducale mi singhiozza per un attimo il cuore. Stringo la tua mano accelerando il passo verso l’ingresso. ‘Ma la biglietteria non è quì’ mi dici. Così ti tiro un’altra volta da una parte all’altra e mi calmo solo una volta stretti i biglietti tra le mani.
- Lo so, c’è del (bellissimo e irrinunciabile) infantilismo in tutto ciò, abbiate pazienza! -
Entriamo nel corridoio e poi subito a destra, inghiottiti dal buio da dove spuntano proiezioni sospese dentro cornici invisibili… immagini virtuali sui muri e musica ovunque,
Ci sediamo per terra sulla moquette scura. Scegliamo un angolo accanto alle giganti riproduzioni delle carte da gioco (le stesse del concerto?). Restiamo un po’ così, mano nella mano, mentre scorrono canzoni e visitatori e mentre mi accorgo che qualcosa manca. Mi dico che proseguendo troverò ciò che mi riempia il cuore, ma quando uscendo dalla sala ci accorgiamo che la mostra è tutta lì, ci guardiamo negli occhi perplessi e sì, un po’ delusi. Ipotizzo che il motivo sia in ciò che si cerca o ci si aspetta. Io sapevo si trattasse di un itinerario multimediale, ma forse in questo posto e, soprattutto, in questa città sono venuta per cercare più “Fabrizio” che “De André” e me ne convinco ripensando all’emozione provata lungo Via Del Campo. Sono comunque contenta di aver visto la mostra e sento che non andrò via senza aver ‘compiuto il Viaggio’. La mattina dopo mi sveglio con l’immagine chiara di ciò che va fatto, ma prima devo sapere se è lì. Tecnologia-a-volte-utile vuole che mi collega via cellulare ad internet per scoprire se la sua tomba si trova a Genova. Cado dalle nuvole infatti nell’accorgermi di non saperlo. Avrà(nno) scelto Genova o
Mi alzo. Ti guardo. Accenno un sorriso e qualcosa di me la lascio lì, insieme alla rosa rossa che domani sarà già meno bella, ma che importa se tanto le più belle cose vivono solo un giorno, come le rose…

Grazie Amico Fragile
(e grazie a te, amore mio, per aver reso possibile tutto questo)

[28/29 aprile 2009]